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Recensione Nuovo Olimpo, Festa del Cinema di Roma: Ferzan Ozpetek commuove

Nuovo Olimpo si può descrivere un po’ come una sorpresa attesa della Festa del Cinema di Roma 2023. L’ossimoro è sicuramente la figura retorica più intensa per descrivere il film.

Pietro ed Enea si incontrano per caso, si innamorano e per una situazione altrettanto particolare si separano perdendosi di vista ma senza dimenticarsi.

La prima mezz’ora del film sembra preannunciare un film scarico di idea, pieno di auto-citazioni, con poco da raccontare. Capiremo solo durante la visione che il film invece è tutt’altro, ma che volutamente il regista inizia col freno a mano tirato, giocando con lo spettatore, ma arrivando a meta nell’ora e dieci seguente a quell’inizio non proprio incoraggiante.

Il mondo dell’omosessualità viene nuovamente smontato e ricostruito da Ozpetek che ha parlato diverse volte di questo tema e l’ha sempre fatto con una sensibilità ben al di sopra della norma. Il film ci racconta una storia d’amore che si muove lungo i decenni e che si fa presenza proprio nella sua assenza.

Nuovo Olimpo, tra memoria e sliding doors

Nuovo Olimpo è un film che si muove tra memoria e sliding doors. Il ricordo è il centro che muove questa pellicola, che articola i sentimenti dei protagonisti che si rincorrono senza riuscire a incrociarsi, che si vogliono ma non riescono a trovarsi, in un turbinio di emozioni che lasciano a bocca aperta e fanno venire il fiatone.

La recensione di Nuovo Olimpo (VelvetCinema.it)

E di slinding doors perché Ozpetek riesce ancora una volta a farci capire l’importanza del caso, delle situazioni che improvvisamente diventano scomode, difficili da incrociare e che portano rimpianti. D’altronde la vita, e questo non ce lo insegna il film ma la stessa, è fatta di bivi, di situazioni che cambiano a seconda di una piccola scelta. C’è un film splendido di Peter Howitt del 1998 che si intitola proprio Sliding Doors e ha come protagonista Gwyneth Paltrow e che ci racconta come una casualità può cambiare la nostra vita per sempre.

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Matteo Fantozzi

Matteo Fantozzi nasce a Roma il 10/12/1986. Nel 2005 consegue il diploma allo scientifico sperimentale Giulia Falletti di Barolo. Nel 2008 consegue la laurea al Dams con indirizzo regia a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2010 consegue la laurea specialistica in Cinema e tv nell’era del digitale a Roma Tre col massimo dei voti. Nel 2013 diventa giornalista pubblicista.

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