Sul set

Mago di Oz set maledetto? Morti, malattie e inquietanti retroscena dietro il capolavoro del 1939

Il set della versione del 1939 de “Il Mago di Oz” è stato più volte definito “maledetto”. Gli stessi attori hanno denunciato maltrattamenti.

“Il Mago di Oz” è un film fantasy americano del 1939 prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer. La regia fu affidata a Victor Fleming, che ebbe l’opportunità di dirigere un cast di star del calibro di Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Bert Lahr, Jack Harley, Billie Burke e Marget Hamilton.

Distintosi per l’uso del Technicolor, la narrazione fantastica, la colonna sonora e i personaggi memorabili, “Il mago di Oz” ebbe un grande successo di critica alla sua uscita estiva. È stato selezionato dalla Biblioteca del Congresso come uno dei primi 25 film da conservare nel National Film Registry degli Stati Uniti perché “culturalmente, storicamente o esteticamente significativo”.

Tuttavia, la sua storia e il suo successo non possono nascondere gli incidenti avvenuti sul set durante le riprese. Le presunte maledizioni che circondano “Il mago di Oz” hanno danneggiato il suo status nella storia del cinema, perché dimostrano come gli studios dell’epoca maltrattassero il cast e la troupe per il bene dell’arte.

Attori intossicati, droga e maltrattamenti

I primi problemi tecnici cominciarono fin dal trucco dei personaggi. Buddy Ebsen fu inizialmente scritturato per il ruolo dell’Uomo di latta. Tuttavia, il processo di trucco del personaggio ebbe come risultato l’intossicazione dell’attore, che iniziò ad accusare dolori al corpo, crampi muscolari e mancanza di respiro. Ben presto si ammalò a tal punto da dover abbandonare il film e farsi ricoverare in ospedale. Si scoprì che ciò era dovuto al fatto che il trucco era composto da polvere di alluminio puro.

La protagonista Judy Garland soffrì di problemi di droga dopo aver recitato nel film (Foto Ansa) – velvetcinema.it

I registi sostituirono quindi Ebsen con Jack Haley per il ruolo dell’Uomo di latta. Fortunatamente, lo studio imparò dal terribile caso di Ebsen e, invece di usare polvere di alluminio, i truccatori mescolarono la latta in una pasta. Tuttavia, neanche questo tentativo andò del tutto a buon fine. Harley sviluppò un’infezione all’occhio destro che richiese cure mediche, ma che fu molto meno grave dell’episodio del collega.

Il membro del cast che soffrì più di tutti fu però la protagonista, Judy Garland. L’attrice aveva solo 16 anni quando girò il film e l’esperienza buia vissuta sul set le causò problemi di depressione e di disordini alimentari che si protrassero per il resto della sua vita.

La Garland dichiarò in seguito che i dirigenti dello studio le diedero degli stimolanti e dei sonniferi per permetterle di tenere il passo con gli impegnativi ritmi dello show business. Lo studio la considerò troppo sovrappeso per la parte, arrivando a limitare la sua dieta a sigarette e caffè.

Durante un’apparizione in TV, la Garland ha anche affermato che alcuni attori l’hanno molestata più volte sul set, senza conseguenze. Ha rivolto accuse di molestia anche a Louis B. Mayer, il co-fondatore della MGM.

Dopo l’esperienza sul set, Garland ha lottato contro la tossicodipendenza e ha tentato più volte il suicidio. L’attrice è poi morta tragicamente per un’overdose accidentale il 22 giugno 1969, a soli 47 anni, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del cinema e dello spettacolo.

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Paolo Pontremolesi

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