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Alfred Hitchcock e Psycho, i segreti del maestro: dettagli da brivido

Sir Alfred Hitchcock, grande cineasta, maestro del brivido per eccellenza. Alcune curiosità su Psycho, suo grande capolavoro, sono davvero delle chicche.

La maniacalità di Alfred Hitchcock è cosa nota, un caposaldo del cinema su cui molti registi contemporanei si sono ispirati nel corso della loro carriera.

Vi sono alcuni dettagli su Psycho, film del 1960 con Anthony Perkinks a Janet Leigh, che vi faranno ulteriormente comprendere il livello di precisione e accuratezza del grande regista britannico.

Psycho dettagli e curiosità sul celebre film di Hitchcock

Psycho è ispirato alla storia vera di Ed Gein, assassino seriale statunitense che era solito squartare le vittime, saccheggiare i cimiteri spaccando le bare per poter arredare l’appartamento con le parti del corpo dei defunti. Il serial killer ispirò naturalmente altri film americani tra cui ‘Il silenzio degli innocenti’.

Quando iniziarono le riprese, il regista fece fare un giuramento al cast e alla troupe. Dovettero tutti alzare la mano destra e promettere di non diffondere alcuna informazione sulla trama del film. Hitchcock tenne anche nascosta la parte finale della sceneggiatura e la rese nota solo nel momento in cui fu necessario girare le ultime scene.

Inoltre, Alfred Hitchcock, maniaco del controllo all’ennesima potenza, per essere sicuro che meno persone possibili sapessero in anticipo il finale del film – diciamo che ai giorni nostri non sarebbe stato un grande fan dello spoiler – si preoccupò di comprare più copie possibili del romanzo di Robert Bloch da cui è tratto il film.

Scena dal set di Psycho (credits by YouTube) – VelvetCinema.it

Psycho è girato in bianco e nero, che con la fotografia di Hitchcock si sposa perfettamente. La scelta tuttavia, è stata fatta per due motivazioni in particolare: la prima è che il regista voleva evitare l’effetto cruento del rosso del sangue, e poi per far sì, che la spesa del film non andasse oltre il previsto. Il film costò infatti, 800mila dollari, ne incassò 40 milioni: fu il maggior successo di Hitch al botteghino.

All’inizio del film si può vedere Marion Crane indossare della biancheria intima bianca. Il regista voleva così mostrare la donna da un punto di vista ancora puro e candido. A seguito del furto, il reggiseno divenne nero ad evidenziare quindi la mutazione subita. Il nome della protagonista inoltre, nel libro è Mary Crane mentre nel film è stato cambiato in Marion, questo per evitare un caso di omonimia visto che a Phoenix, in Arizona, vi erano due Mary Crane.

Sempre per la serie ‘mania del controllo vieni a me’ Hitch mise un avviso all’ingresso dei cinema, qualcosa di inquietante e minaccioso che introduceva senza dubbio al suo mood e al tempo stesso incuriosiva (come ogni cosa del maestro del brivido). Sul cartello si poteva vedere Hitchcock che indicava il suo orologio e diceva: “Il direttore di questo teatro è stato istruito, a rischio della sua vita, di non ammettere in teatro le persone dopo l’inizio del film. Qualsiasi tentativo di entrare da porte laterali, scale di sicurezza o pozzetti di ventilazione verrà fermato con la forza. L’obiettivo è, ovviamente, di farvi godere di più il film. Alfred Hitchcock“.

La famosa colonna sonora di Psycho è passata alla storia, ancora oggi sentirla senza preavviso fa sussultare. Creata da Bernard Herrmann, realizzata esclusivamente con strumenti a corda, ha sicuramente contribuito al grande successo del film. Hitchcock ha ritenuto dunque di dover premiare il compositore raddoppiandogli lo stipendio.

La scena della doccia in Psycho: terrore allo stato puro

La scena della doccia è naturalmente la più nota di Psycho. Janet Leigh, quando vide interamente il film, ne rimase talmente sconvolta da non voler più fare la doccia in vita sua ma solo ed esclusivamente il bagno. Così anche una giovane ragazza non volle più fare il bagno per via del film ‘I Diabolici’ e la doccia a causa di Psycho. Il padre della ragazza, esasperato, scrisse al regista per chiedere una soluzione e questo gli suggerì di lavare la figlia a secco.

Hitchcock e Janet Leigh durante le interviste dichiararono che il corpo nella doccia era quello dell’attrice, in realtà si trattava della modella Mari Renfro che per quella ripresa guadagnò solo 500 dollari. Dopo quel film, la modella apparve solo in un altro film di Francis Ford Coppola, ‘Tonight for Sure’ del 1962. La scena della doccia inoltre, ebbe bisogno di sette giorni di riprese, un tempo lunghissimo per un frammento di film di soli 45 secondi. La scena è stata girata dal 17 al 23 dicembre 1959, con settantasette angolazioni differenti e cinquanta tagli. Il sangue che vediamo scorrere ai piedi di Marion, in realtà è sciroppo di cioccolato, molto scuro e denso per creare naturalmente maggior contrasto visivo. Hitchcock meticoloso? Giusto un po’.

Un frammento della famosa scena della doccia con Janet Leigh (foto YouTube) – VelvetCinema.it

Un altro particolare curioso, che assume con questa rivelazione una sfumatura quasi comica, è la scena del coltello che penetra la carne, il suono della lama che affonda è dato… accoltellando un melone.

La campagna pubblicitaria per il film fu decisamente singolare ma in tema con il personaggio. Il regista, aveva divulgato questo messaggio: “Si dice che Psycho sia così terrificante da spaventare le persone e lasciarle senza parole. Alcuni miei uomini ci speravano e hanno mandato le loro mogli ad una proiezione: le donne sono tornate a casa piuttosto scosse, ma ancora vigorosamente parlanti“.

Guardando i film di Hitchcock si può intuire un rapporto controverso con la figura materna, non solo in Psycho ma anche nello stesso ‘Notorious’, si comprende quanto la relazione materna abbia inciso sul lavoro del regista. Secondo i biografi, infatti, Hitch aveva un rapporto complesso con la mamma, sarebbe stata quest’ultima una donna molto prepotente che lo costringeva a stare ai piedi del letto per raccontarle ogni dettaglio della sua vita.

Sul set di Psycho (credits by YouTube) – VelvetiCinema.it

Incredibile ma vero, Psycho non si portò a casa alcun Oscar. Ben quattro nomination ma nemmeno un Oscar. Janet Leigh per la sua interpretazione vinse invece un Golden Globe. Nel 1998 Gus Van Sant decise di realizzare un remake con tutte le esatte angolazioni del film, cambiando solo ovviamente attori, epoca e colore della pellicola. Un omaggio al regista. Nel film, Vince Vaughn ha il ruolo di Norman Bates, Anne Heche quello di Marion Crane. Lila Crane è interpretata da Julianne Moore e Samuel Loomis da Viggo Mortensen.

Psycho oggi, rivivi l’atmosfera

La casa di Bates si basa su un dipinto di Edward Hopper, l’House by the Railroad, dipinta nel 1925. La tela fu la prima ad essere acquistata dal Museum of Modern Art di New York.

Se volete godere in parte dell’atmosfera del grande classico Hitchcockiano, tenete presente che è possibile fare, agli Universal Studios in California, un tour in tram in cui si può vedere la casa dei Bates, spostata dalla sua posizione originale ma ancora nel lotto della Universal. Il motel è stato invece replicato.

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Marta Zelioli

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