Michael Margotta si racconta a VelvetMag: i suoi consigli per i giovani attori [ESCLUSIVA]

VelvetMag ha raggiunto telefonicamente Michael Margotta, in occasione del Rieti e Sabina Film Festival. Regista, insegnante e scrittore, ha lavorato in tante serie tv di successo come “Law and Order”, “Miami Vice” e “Starsky & Hutch” e in molti film. Ecco la nostra intervista esclusiva.

Michael Margotta, regista, insegnante e scrittore, si è raccontato in una intervista esclusiva. Nella sua biografia si legge una grandiosa carriera: dalle serie tv americane di maggior successo come “Law and Order”, “Miami Vice”, “Strasky & Hutch”, “Le strade di San Francisco” ai grandi film come “I dream of Jeannie”, dove interpretava un giovane Butch Cassidy. Nel 1972 è la terza scelta per il personaggio di Michael, dopo James Caan e Al Pacino, nel leggendario “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Attualmente è membro a vita dell’Actor’s Studios di New York e Los Angeles e fondatore e Direttore Artistico dell’Actor’s Centre di Roma.

Per il Rieti e Sabina Film Festival, lei ricopre il ruolo di Presidente della giuria speciale. Quale è il suo stato d’animo per questa esperienza?

Il mio stato d’animo è fantastico. Ho già partecipato ad altri Festival, ad esempio in Sardegna. Ma è la prima volta che ho il compito di scegliere e analizzare il materiale. E’ un processo da Academy Awards, prima si studiano i film e poi se ne scelgono 5 tra cui decidere. Ho visto alcuni lavori ma dobbiamo decidere tra gli ultimi 5. Ci saranno tante belle persone con cui parlare, quindi per me sarà davvero bellissimo! Una bella esperienza!

Cosa si aspetta dal Festival? E quale storie vorrebbe vedere sullo schermo?

Ho parlato con Nico Toffoli (Presidente e Fondatore del Rieti e Sabina Film Festival) e ho visto che i film provengono da tutto il mondo: Russia, Messico per esempio. Ma sono molto curioso di vedere i cinque cortometraggi perché sono tutti italiani, lui (Nico Toffoli) mi ha detto che la qualità dei film italiani è davvero interessante. La qualità dei cortometraggi italiani è migliore di quella di tutto il mondo. Per questo, credo che sia una dinamica davvero interessante. 10 giorni dopo questo Festival, terrò dei seminari con registi e scrittori americani, faremo 5 giorni di seminari a Bolsena. Sono molto curioso di vedere questi lavori italiani con una qualità davvero alta.

Nella sua biografia, tra i suoi lavori spiccano molte serie tv di successo e anche tanti film. Quale è, secondo lei, la differenza tra serie tv e film?

Le commedie americane sono molto diverse da quelle italiane. Sono situazione davvero diverse. Quando guardo la tv negli Stati Uniti, mi rendo conto che la qualità dei prodotti è cambiata radicalmente. Ho amici che preferiscono la tv al cinema perché la qualità è migliore ma anche perché le sceneggiature sono più “umane”. Quindi credo che ci sia una grande differenza soprattutto nel cinema americano. Sicuramente è tutto cambiato ultimamente e la qualità è sicuramente migliore adesso rispetto al passato. Ad esempio, in America il cambiamento più grande si è avuto con la serie tv “I Soprano”, che ha “rotto il codice”, così come “Breaking Bad” e “House of Cards”.

Attualmente insegna ai giovani attori, no?

In realtà non insegno solo ai giovani attori, insegno anche a persone che vorrebbero iniziare a recitare, o a chi già ricopre la carriera professionale, inoltre lavoro anche con registi e scrittori.

A tal proposito, quali consigli si sente di dare a chi vorrebbe buttarsi in questo panorama ed iniziare a recitare?

Ci sono insegnanti che insegnano come fare le audizioni, io invece preferisco che i giovani si concentrino sulle loro vite! Si deve capire, prima di tutto cosa si vuole fare, avere la chiarezza di cosa significa quel tipo di lavoro, allora dopo è più semplice. C’è chi ha un approccio davvero superficiale, che non sa cosa voglia fare davvero. Se ad esempio, si sta lavorando in un film e la sceneggiatura non è buona, secondo me, si deve essere onesti con il produttore. Ma la cosa più importante è: capire cosa un attore vuole e cosa si aspetta da un lavoro altrimenti risulterebbe tutto superficiale.

Michael Margotta si racconta a VelvetMag: i suoi consigli per i giovani attori [ESCLUSIVA]

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