Categorie: Recensioni

Into The Storm, una tempesta fin troppo tranquilla

E’ uscito nelle sale cinematografiche italiane mercoledì 27 agosto in ben 333 copie Into the storm, film diretto da Steven Quale e distribuito dalla Warner Bros Pictures. La storia è ambientata a Silverton, città che nel corso di sole ventiquattro ore viene colpita e devastata da una serie di tornado senza precedenti. I meteorologi che studiano questo caso prevedono che il peggio debba ancora arrivare. Infatti è proprio così. Molti cercano rifugio, mentre i più coraggiosi sfidano la sorte correndo verso il vortice alla ricerca dello scatto più bello. La “tempesta del secolo” capita una sola volta nella vita e quindi non si può certamente perdere. Non sarà però così facile uscirne indenni.

Una vicenda davvero catastrofica, non a caso stiamo parlando di un disaster movie, ovvero una pellicola che descrive scenari apocalittici. Non solo azione, ma anche un messaggio forse troppo scontato: quello di vivere il presente in maniera pacifica con i propri cari perché da un momento all’altro potrebbe cambiare tutto. Richard Armitage veste i panni di un vicepreside che ha problemi con i figli e proprio questa tempesta lo aiuterà a rinsaldare la loro unione (stile The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo di Roland Emmerich). Ma c’era proprio bisogno di un cataclisma per farlo? Senza contare poi che la narrazione risulta banale ed i dialoghi dei personaggi a volte surreali.

Un altro problema è rappresentato proprio dalla regia: le riprese in soggettiva in stile amatoriale per raccontare la storia attraverso gli occhi dei protagonisti e quindi per far immergere ancora di più il pubblico non hanno funzionato. Qualcosa di positivo comunque c’è: nonostante il budget davvero esiguo (poco meno di cinquanta milioni di dollari) gli effetti speciali sono davvero perfetti. Non a caso Steven è un “allievo” di James Cameron, regista visionario e mago della tecnica. Questo non basta. Le scene risultano ugualmente piatte e senza qualcosa di avvincente. Dopo Final Destination 5 del 2011 da Quale ci aspettavamo molto di più.

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Samantha Suriani

Toglietemi tutto, ma non la musica, il buon cibo…e la tinta rossa. Potrei diventare pericolosa.

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Samantha Suriani

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