Abel Ferrara s’è arrabbiato. S’è arrabbiato perché Welcome to New York, il suo film scandalo su Dominique Strauss-Khan e interpretato da un Gérard Depardieu in grande forma (ovvero più sopra le righe che mai), avrebbe dovuto sbarcare al Festival di Cannes e invece all’ultimo è stato escluso dalla lista dei titoli in concorso. Però Ferrara, la sua rabbia, ha saputo canalizzarla bene. E insieme ai produttori ha deciso di diffondere la sua opera durante il Mercato del film e tramite la Rete, bypassando dunque anche le sale cinematografiche. Ciò avverrà proprio nei giorni della celebre kermesse, cioè tra il 14 e il 25 maggio: possiamo considerarlo un contrattacco in piena regola, soprattutto considerando la circolazione virale che può concretizzarsi soltanto grazie a Internet.
Conti alla mano, visto che una visione costa 7 euro, ci si aspetta di totalizzare almeno venti milioni di spettatori al giorno: numeri utopici per le sale cinematografiche. “Era da tempo – ha detto Vincent Maraval, uno dei produttori, al quotidiano Le Monde – che volevamo tentare l’esperienza della distribuzione su internet“; un’esperienza che costerà circa un milione di euro e che sarà possibile grazie a finanziamenti a stelle e strisce: “Se vi avessero investito Canal+ o France 2 – ha continuato Maraval – avremmo dovuto farlo uscire in sala perché il film fosse riconosciuto come un’opera cinematografica. D’altra parte c’è un’attesa davvero per questo film. Tutti lo vogliono vedere subito, attirerebbe i pirati. La classica uscita in sala, qualche settimana dopo Cannes, non sarebbe stata adatta“.
C’è attesa perché la materia è scottante. Per tanti motivi. Perché Strauss-Khan, arrestato a New York nel maggio 2011 con l’accusa – poi ritirata – di aver violentato una cameriera, era il capo del Fondo monetario internazionale e stava per candidarsi all’Eliseo. Perché soltanto ora Anne Sinclair, la giornalista moglie di Dominique Strauss-Khan (interpretata da Jacqueline Bisset) soltanto adesso ha deciso di parlare per la prima volta di quella vicenda. Lei, che è sempre rimasta al fianco del marito senza battere ciglio. Nel 2012, però, la coppia è scoppiata. Anne si è chiusa nel silenzio e lui ha finito di fare a pezzi la propria immagine lasciandosi coinvolgere in una storia di prostituzione in Francia, anche se – strana la vita – non ha mai perso popolarità e nemmeno troppi consensi: secondo recenti sondaggi, addirittura avrebbe battuto Hollande.
Me Ferrara si concentra sul suo lato più oscuro e vizioso: finora sono trapelate poche immagini del film e tutte piuttosto “forti”, a base di orge, sesso sfrenato, corpi nudi, festini e trasgressioni di sorta. A Cannes non l’hanno voluto. Ma Abel è pronto a sferrare il suo attacco.
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