Oscar 2014, Cutie and the boxer: storia di un lungo e tormentato amore

VANESSA CROCINI DA LOS ANGELES – Sono in molti ad essere rimasti sorpresi dalla candidatura agli Oscar di Cutie and the boxer, il documentario dell’esordiente regista Zachary Heinzerling che racconta il tormentato matrimonio di due artisti giapponesi, Ushio Shinohara e sua moglie Noriko. Nonostante Ushio e Noriko siano l’uno opposto all’altra, le loro vite sono unite da un amore che dura da quaranta anni e una passione unica per l’arte che va al di là del sacrificio e del sopravvivere tra le difficoltà che la coppia affronta di continuo.

Ushio Shinohara, oggi ottantenne con la cresta, è stato un rivoluzionario dell’arte giapponese negli anni Sessanta. La sua tecnica consiste letteralmente nel dipingere le tele colpendole con guantoni da boxe. I dipinti gli hanno portato molta fama in passato, ma mai tanti soldi. Arrivato a New York negli anni Settanta, ha conosciuto la sua futura moglie e allora studente Noriko che è rimasta incinta dopo pochi mesi dal loro incontro. Noriko ha sacrificato il suo talento e la sua ambizione professionale per vivere nell’ombra del marito, prendersi cura del loro figlio e del loro loft. La coppia ha poi un rapporto tempestoso con il figlio Alex, che appare brevemente nel film, anche lui con problemi di alcol come il padre.

Il regista Heinzerling riesce a raccontare questo amore mettendo in parallelo i progetti dei due artisti. Si sostengono, si criticano e si sentono in competizione l’uno con l’altra. E nonostante i suoi atteggiamenti da puro egoista, Ushio ha molto affetto per la moglie. Il film, che inizialmente doveva essere un corto dedicato solamente all’arte di Ushio, si è poi trasformato in un lungometraggio grazie alla presenza di Noriko, a proprio agio davanti alla telecamera, che dopo anni di frustrazione è riuscita ad esprimersi attraverso i suoi disegni grafici pieni di umorismo e messaggi di emancipazione femminile dove i due personaggi, Cutie e Bullie, sono proprio due versioni stilizzate di lei e del marito. Il regista racconta infatti che Ushio era preoccupato durante le riprese perché si era reso conto che la moglie era quella che riceveva più attenzione dall’obiettivo della macchina da presa.

L’occhio di Heinzerling è quasi invisibile e lui ha ammesso che non sapere il giapponese lo ha aiutato molto perché è riuscito ad analizzare più in maniera visiva l’energia e il rapporto della coppia. Momenti di vita quotidiana si intrecciano ad interviste, animazione dei disegni di Noriko, foto e del girato in Super 8 che i due artisti avevano collezionato negli anni, insieme ad altro materiale d’archivio degli anni Sessanta e Settanta, nei quali viene raccontato il grande successo di Ushio quando era allo stesso livello di Any Warhol. Nel presente però le cose sono ben diverse e Ushio si ubriaca con gli amici mentre Noriko pulisce il loro loft, situato nel quartiere Dumbo a Brooklyn dove una volta vivevano i grandi artisti e che adesso è diventato troppo caro. Ushio e Noriko oggi vivono sommersi dal loro disordine e in un continuo limbo senza mai sapere se ce la faranno a pagare il prossimo affitto.

Cutie And The Boxer è un documentario che affronta temi universali in una storia unica dove il sacrificio ha anche qualcosa di positivo, perché là dove a volte si distrugge qualcosa, allo stesso tempo si crea qualcos’altro. Sarà difficile per questo film portare a casa la celebre statuetta, vista la competizione con The Square e The Act of Killing, ma di sicuro il film aiuterà i due artisti che approfitteranno sicuramente dell’attenzione che il documentario sta dando loro. In fondo non guasta mai se l’amore e l’arte trionfano. Come Noriko dice: “Siamo come due piante in uno stesso vaso. Non abbiamo abbastanza nutrimento per tutti e due. Ma quando va tutto bene, siamo come due splendidi fiori”.

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