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“Ti ho cercata in tutti i necrologi”: la sfida di Giancarlo Giannini

Giancarlo Giannini è un mostro sacro del cinema italiano, si sa. Attore, doppiatore, sceneggiatore, docente. Ha sperimentato con successo tutte le declinazioni di quest’arte. Soltanto la regia appariva un territorio in parte inesplorato. Ternosecco, girato nel 1987, era l’unica sua prova dietro la macchina da presa. “Era”, perché dopo tutti questi anni, Giannini ha fatto un’altra scommessa con se stesso: esce il 30 maggio Ti ho cercata in tutti i necrologi, il suo secondo film, distribuito dalla Bolero e per cui indossa pure i panni di interprete e produttore; nel cast anche F. Murray Abraham e Silvia De Santis.

Il personaggio principale del film – si legge sul sito ufficiale della Bolero – è Nikita, quello che porta i morti. Una sera, trovatosi coinvolto in una partita a poker in una sperduta villa fuori Toronto, il suo destino cambierà per sempre. Per poter estinguere il suo debito di gioco gli viene proposta una caccia all’uomo: 20 minuti separano lui dai creditori che, con i fucili in mano, avranno quel lasso di tempo per stanarlo ed ucciderlo, mentre Nikita avrà il tempo necessario per potersi salvare estinguendo così il suo debito. Sopravvissuto, Nikita entra in una nuova intima dimensione dove il terrore e la follia si insinueranno lentamente e misteriosamente nella sua vita, a tal punto da non desistere dal desiderio di essere ‘cacciato’. L’inaspettato incontro con una bella e giovane donna complicherà la trama del film, rendendola piena di colpi di scena e di scelte che coinvolgeranno lo spettatore fino all’ultimo, non ponendo l’accento sulla parola fine“.

Un giallo intriso d’amore, dunque. “Sono molto soddisfatto di quest’opera – spiega lui dalle pagine di Vanity Fair – perché è un modo per trasmettere messaggi e riuscire a immedesimarsi nella parte. Molti vivono le esperienze del protagonista: Nikita è un sopravvissuto, un uomo coraggioso, uno che non si perde, ma che riesce al tempo stesso a innamorarsi, cosa ormai rara. La vera ribellione, al giorno d’oggi, è proprio l’amore: la nostra società a volte ce lo impedisce“. Parole sante. Un incoraggiamento diretto alle nuove generazioni, a chi ha pura, a chi non sa più osare. Giannini torna alla regia e lo fa usando tinte forti, perché ha ancora voglia di crescere e di reinventarsi: è una cosa che si può fare a qualsiasi età, ne è convinto. Con la giusta dose di rischio e di emozioni.

Foto by Kikapress

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Redazione

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