Addio a Mary Taylor Moore, icona della TV e del femminismo degli anni ’70

L’attrice americana Mary Taylor Moore è morta all’età di 80 anni, la ricordiamo per lo show televisivo che portava il suo nome, per la candidatura agli Oscar per il film con Robert Redford, Gente Comune, ma soprattutto per il ruolo iconico che ha rappresentato per il femminismo statunitense degli anni ’70.

Mary Taylor Moore, classe 1936, è morta nella giornata del 25 gennaio a causa – secondo quanto riportano le fonti ufficiali – del complicarsi di una polmonite. All’età di 8 anni si trasferisce in California, dove trascorre un’infanzia difficile, a causa dell’alcolismo di sua madre. Durante l’adolescenza le viene diagnosticato il diabete di tipo 1, malattia che la metterà più volte a dura prova. Nella sua carriera ricordiamo quando venne notata da Dick Van Dyke, e così diventa la sua spumeggiante partner nella serie The Dick Van Dyke Show (1961-66). La serie ottiene grande successo, e con esso la sua interprete. Dopo questo fortunato “lancio”, nel 1970 Mary diventa la protagonista della fortunata sitcom, Mary Tyler Moore, in cui interpreta un’indipendente donna single che si trasferisce a Minneapolis per iniziare una nuova vita dopo un rapporto sentimentale inconcludente. I temi anticonformisti trattati dalla serie e l’ottima prova dell’attrice, fanno di questa serie tv un classico. La serie, durata fino al 1977, le farà guadagnare ben 4 premi Emmy. Lo stesso personaggio appare poi in alcuni episodi delle serie spin-off Rhoda e Phyllis, nonché nel film TV Mary e Rhoda (2000). Per questo ruolo, per il la sua franchezza di interpretazione e di messaggi dai toni fortemente femministi, la Moore senza ombra di dubbio può dire di aver dato il suo contributo su vasta scala alla lotta per la parità di genere e i diritti delle donne.

Nel 1980 approda al cinema interpretando la madre fredda e insensibile in Gente Comune (Ordinary People) di Robert Redford, per cui si guadagna una candidatura all’Oscar. Intanto Mary deve però far fronte a diversi problemi: il suo alcolismo, l’aggravarsi del diabete, il divorzio da Grant Tinker, e il tragico suicidio di suo figlio Richie. Ma riuscirà a riprendersi, continuando a lavorare con successo sia per la televisione che per il teatro (ottiene persino un premio Tony per la sua interpretazione nel dramma Whose Life Is It Anyway?).

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